mercoledì 16 maggio 2018

Salone del Libro 2018: un bilancio

Lunedì 14 maggio si è chiuso il Salone Internazionale del Libro di Torino, edizione 2018. Anzitutto i numeri: 144.386 visitatori unici al Lingotto contro i 143.815 del 2017, cui vanno aggiunti i 26.400 al Salone Off contro i 25.000 del 2017. Per un totale di 170.786 visitatori. Poi le date: il 32° Salone si terrà da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019.



Nicola Lagioia, Direttore Editoriale del Salne, ha dichiarato: «Che il Salone 2018 sia un successo clamoroso è fin troppo evidente. Si può certo fare di meglio, ma è difficile fare di più con lo spazio a disposizione. Finiamola con la rincorsa dei numeri. Oltre una certa soglia, il Salone ha centrato comunque il proprio obiettivo: essere il Salone nazionale del libro, quello dove ci sono più editori, più autori internazionali, più lettori, e quello dove si vendono più libri. L’asticella della crescita la dobbiamo fissare sulla qualità del progetto culturale». Una proposta che parte dalla rapida ma efficace analisi del risultato 2018. «È stata la prova di maturità del Salone e della sua comunità. La seconda delle “Cinque domande” di Olivetti era “Perché mi serve un nemico?” La costruzione di un nemico è veramente una condizione indispensabile per la costruzione di una comunità?». Domanda retorica, ovviamente: «Se nel 2017 il clima è stato un po’ da Curva Nord vs Curva Sud, quest’anno non c’è stato bisogno del nemico per superare la prova di maturità».

Sono state oltre 91.000 le persone che hanno partecipato agli incontri nelle sale incontri, senza contare i bambini e i ragazzi che hanno partecipato ai laboratori e il pubblico che ha assistito agli eventi organizzati nello spazio Rai.

In particolare la Sala Gialla (580 posti) è stata la regina dei sold out. Già giovedì 10 maggio aveva fatto il pieno con il battibecco semiserio tra Diego De Silva e Luciana Littizzetto. Venerdì 11 maggio sono stati tre gli eventi con il tutto esaurito: il dialogo tra Alessandro D’Avenia e Andrea Marcolongo dal titolo L’arte di partire e il coraggio che spinge gli uomini ad amare, la lectio magistralis di Corrado Augias sulla Costituzione italiana e l’omaggio a Fabrizio De Andrè con Dori Ghezzi, Gabriele Salvatores e Roberto Vecchioni. Sabato 12 maggio la Sala Gialla è stata presa d’assalto sin dai primi panel del mattino. Posti esauriti per l’incontro con l’intellettuale russo Eduard Limonov, al ritorno in Occidente dopo vent’anni d’assenza, e per Il noir italiano riscritto al femminile, con lo scrittore Maurizio De Giovanni. Straordinario successo anche per il dialogo con i maestri del cinema Bernardo Bertolucci e Luca Guadagnino, un confronto generazionale tra due dei più celebri registi italiani. A seguire consueto sold out per Roberto Saviano: l’autore di Gomorra ha parlato con Alessandro Cattelan e Francesco Pacifico del rapporto tra letteratura e serie televisive. Infine, posti esauriti per il dialogo tra il cantante degli Afterhours Manuel Agnelli e lo scrittore Paolo Giordano, che ha presentato il suo nuovo libro Divorare il cielo. Domenica 13 maggio il calore del pubblico del Salone ha accolto Piero Angela, con il divulgatore scientifico più amato dagli italiani che si è raccontato a Massimo Polidoro; a seguire è toccato a Fabio Volo presentare il suo nuovo romanzo “Quando tutto inizia” davanti a una sala gremita. Nel pomeriggio grande successo anche per Beate le bestie: il mestiere di scrivere tra gli uomini e le mucche con lo scrittore e giornalista di Repubblica Michele Serra.

In Sala Azzurra l’evento più seguito del Salone del Libro 2018 è stato l’incontro di domenica 13 maggio con il nuovo Premio Strega Europeo Fernando Aramburu, premiato poche ore dopo il suo panel con Paolo Di Paolo e Maria Ida Gaeta.

Per quanto riguarda la Sala Rossa, sabato 12 maggio nessun posto libero per la lezione magistrale di Gustavo Zagrebelsky, Giuristi nella caverna, e per quella di Vittorio Sgarbi Dal mito alla favola bella, da Canaletto a Boldini. Grande affluenza anche per Daria Bignardi, che ha presentato il suo libro Storia della mia ansia, così come per l’evento-omaggio a Game of Thrones, arricchito dal doppiaggio dal vivo di Daniele Giuliani ed Edoardo Stoppaciaro. Domenica, invece, la regina della Sala Rossa è stata la conduttrice e autrice televisiva Serena Dandini con il suo Viaggio nel Paese delle donne valorose.

A Fernando Aramburu il Premio Strega Europeo


Esprime «grande soddisfazione» Stefano Petrocchi, Segretario del Comitato direttivo del Premio Strega, in merito ai due giorni di incontri organizzati al 31° Salone Internazionale del libro di Torino per assegnare il quinto Premio Strega Europeo. Il vincitore di questa edizione è stato lo spagnolo Fernando Aramburu, con il romanzo Patria (Guanda), tradotto da Bruno Arpaia.

Aramburu è stato votato da una giuria composta da scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega. Il riconoscimento, del valore di 3.000 euro, è stato consegnato da Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, e madrina della manifestazione. Insieme a lei sono intervenuti Maria Ida Gaeta, direttore della Casa delle Letterature di Roma e del Festival Internazionale Letterature; Natale Antonio Rossi, presidente della Fuis (Federazione Unitaria Italiana Scrittori); Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, presidente e direttore della Fondazione Bellonci, madrina della manifestazione.
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