martedì 28 ottobre 2025

Gianni Oliva e la prima guerra civile italiana: un’indagine sulle ferite del Risorgimento

 Con La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l’Unità d’Italia (Mondadori, collana “Le Scie”), Gianni Oliva offre al lettore un’indagine rigorosa e appassionata su un capitolo della storia italiana spesso trascurato: le insurrezioni meridionali che seguirono l’unificazione nazionale. Lo storico torinese, già noto per i suoi studi sul Novecento e sulle zone d’ombra della memoria collettiva, si concentra sul decennio cruciale compreso tra il 1861 e il 1870, quando il sogno risorgimentale si scontrò con la dura realtà di un Paese ancora profondamente diviso.




Oliva ricostruisce il fenomeno del brigantaggio e delle rivolte contadine nelle regioni meridionali, mostrando come migliaia di ex soldati borbonici e contadini impoveriti reagirono all’imposizione di tasse, alla leva obbligatoria e alla presenza militare del nuovo Stato sabaudo. Senza indulgere a semplificazioni o miti, lo storico evita sia la retorica dei “briganti eroi” sia l’idealizzazione dei patrioti: la sua è una narrazione documentata, basata su rapporti militari, cronache giudiziarie e corrispondenze diplomatiche, che restituisce voce a coloro che la storiografia ufficiale aveva in gran parte ignorato.

Ne emerge un quadro severo: la repressione orchestrata dal governo di Torino fu sistematica e violenta, con interi villaggi devastati, migliaia di arresti e fucilazioni sommarie. Oliva parla di “guerra civile” con termini misurati, non per alimentare divisioni, ma per comprendere le ragioni profonde di un conflitto che rischiò di far implodere l’Italia nascente.





Il libro evidenzia la natura sociale e politica del brigantaggio, radicato nelle disuguaglianze e nell’emarginazione di un Mezzogiorno escluso dallo sviluppo e dalla rappresentanza. La scrittura dell’autore, chiara e precisa, guida il lettore attraverso un percorso di conoscenza storica che si apre anche a riflessioni sul presente: come osserva Oliva, le fratture di allora continuano a influenzare la società italiana contemporanea.

La prima guerra civile si configura così come un’opera che unisce il rigore del saggio storico alla forza del racconto civile. Oliva non pretende di riscrivere la storia, ma di completarla, restituendo dignità a un passato dimenticato e mostrando che l’Unità d’Italia, prima di essere un traguardo, fu un conflitto da comprendere e interpretare.


📘 Gianni OlivaLa prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l’Unità d’Italia, Mondadori, 2025, 288 pp., €21.


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